Il cervello elettronico ora imita quello umano


Un circuito che imita le funzioni del sistema nervoso: è il progetto SyNapse, appena presentato da Ibm.
Il progetto SyNapse, realizzato dall’azienza Ibm, con la collaborazione di quattro università americane e finanziato dallo stesso governo americano, ha presentato i primi due prototipi di chip che funzionano come un cervello.
Per leggere l’articolo intero vi rimando al link della pagina di Panorama, qui sotto.
http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/08/19/news/synapse_circuito_cervello-20602932/

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Morbo di Parkinson:10 indizi per una diagnosi precoce.

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa, ad evoluzione lenta ma progressiva, che coinvolge, principalmente, alcune funzioni quali il controllo dei movimenti e dell’equilibrio. La malattia fa parte di un gruppo di patologie definite “Disordini del Movimento” e tra queste è la più frequente. I sintomi del Parkinson sono forse noti da migliaia di anni: una prima descrizione sarebbe stata trovata in uno scritto di medicina indiana risalente al 5.000 A.C. ed un’altra in un documento cinese risalente a 2.500 anni fa. Il nome è legato però a James Parkinson, un farmacista chirurgo londinese del XIX secolo, che per primo descrisse gran parte dei sintomi della malattia in un famoso libretto, il “Trattato sulla paralisi agitante”.

La malattia di Parkinson (PD) si verifica quando le cellule nervose del cervello che producono il neurotrasmettitore dopamina cominciano a morire. I primi segnali passano inosservati, le persone scoprono di essere ammalate quando ormai la malattia è progredita.

“Quando si verificano i sintomi principali del morbo di Parkinson, come il tremore e la rigidità, si è perso dal 40 al 50 per cento dei neuroni che producono dopamina”

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Le ricerche di Braak hanno inoltre provato che il Parkinson è una patologia che va ben oltre la morte delle cellule deputate alla produzione di dopamina nella sostanza nera. La carenza di dopamina è sì responsabile dei sintomi motori della malattia, però il Parkinson è anche all’origine del danneggiamento di altre parti del sistema nervoso, il che spiega la complessità della malattia e l’ampio ventaglio di sintomi non motori.

SINTOMI: i principali sintomi motori della malattia sono il tremore a riposo, la rigidità, la bradicinesia (lentezza dei movimenti automatici) e, in una fase più avanzata, l’instabilità posturale (perdita di equilibrio); questi sintomi si presentano in modo asimmetrico (un lato del corpo è più interessato dell’altro).

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Qui sotto sono elencati dieci segnali, spesso sottovalutati, che possono aiutare a identificare ed ottenere un trattamento precoce per il Parkinson.

1. Perdita del senso dell’olfatto.Insieme con la perdita dell’olfatto ci potrebbe essere la perdita del gusto, perché i due sensi si sovrappongono.

2. Disturbi del sonno. I neurologi sono preoccupati per una condizione di sonno nota come rapidi movimenti oculari disturbi del comportamento (RBD), in cui le persone agiscono i loro sogni durante il sonno REM, la fase del sonno più profondo. Le persone con RBD possono gridare, tirare calci, o digrignare i denti. Essi possono anche aggredire i loro compagni di letto.Altri due problemi di sonno  sono la sindrome delle gambe senza riposo (un formicolio alle gambe e la sensazione di doverle muovere) e l’apnea del sonno (l’improvviso arresto momentaneo della respirazione durante il sonno).

3. Costipazione e altri problemi intestinali e della vescica.Questo perché il Parkinson può influenzare il sistema nervoso autonomo, che regola l’attività dei muscoli lisci come quelli che lavorano nelle viscere e della vescica, che, diventando meno sensibili ed efficienti, rallentano l’intero processo digestivo.

4. La mancanza di espressione facciale.La perdita di dopamina può interessare i muscoli facciali, rendendoli rigidi e lenti, causando la conseguente caratteristica mancanza di espressione.E’ caratterizzata da una lentezza nel sorridere, nell’aggrottare le sopracciglia, o nel guardare in lontananza.”Alcune persone si riferiscono ad essa come “faccia di pietra” per l’incapacità del volto ad esprimere le emozioni e i sentimenti attraverso.

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5. Dolore al collo persistente.In alcune persone, questo sintomo si presenta non tanto come dolore, quanto come un intorpidimento o un formicolio.

6.Scrittura lenta e stretta.Uno dei sintomi di Parkinson, noto come bradicinesia, è il rallentamento e la perdita di movimenti spontanei e di routine.La scrittura comincia a diventare più lenta e faticosa, e sembra spesso più piccola e più stretta di prima.”A volte un membro della famiglia noterà che la grafia del malato sta diventando molto filiforme e difficile da leggere”.Lavarsi e vestirsi sono altre aree in cui appare la bradicinesia. Spesso infilarsi i vestiti, abbottonarsi o essere in grado di chiudere le cerniere richiede molto tempo.

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7. Cambiamenti del tono della voce e della parola.La voce comincia a cambiare, diventando spesso molto più flebile e monotona.Questo è spesso uno dei segni precoci che dovrebbero allarmare la famiglia e gli amici, molto prima che il paziente venga a sapere di essere malato.
Anche pronunciare male le parole è una caratteristica della malattia, perché, irrigidendosi i muscoli facciali, diventa più difficile enunciare chiaramente. “Alcuni pazienti iniziano ad avere problemi ad aprire bene la bocca, rendendo il parlare più difficile da sentire e da capire”, dice Rezak.

8. Braccia che non oscillano liberamente.“Ridotto movimento del braccio” è come i medici descrivono questo sintomo. Pensate a questo come a una rigidità di movimento: per raggiungere un vaso sullo scaffale più alto o per giocare a tennis noterete che il braccio non si estenderà più di tanto.
“Con l’inizio della malattia, la gente comincia ad avere ciò che noi chiamiamo aumento del tono, il che significa che i muscoli sono più rigidi e limitati “. “Il braccio non andrà dove il cervello gli dice di andare”. In alcune persone questo si nota quando camminano, un braccio oscillerà meno rispetto all’altro. Un modo per distinguere questo sintomo dall’artrite o da lesioni è che le articolazioni non sono coinvolte e non c’è dolore.

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9. Eccessiva sudorazione. Questo disturbo colpisce il sistema nervoso autonomo, lede la capacità di autoregolamentarsi del corpo, causando dei cambiamenti della pelle e delle ghiandole sudoripare.Alcune persone si trovano a sudare in modo incontrollabile quando non c’è alcuna ragione apparente, come il calore o l’ansia.Per una donna, questi attacchi possono essere molto simili alle vampate di calore della menopausa. Il termine ufficiale per questo sintomo è iperidrosi.Molti malati hanno anche un problema di salivazione in eccesso, ma questo è effettivamente causato da difficoltà di deglutizione, piuttosto che da una produzione di più saliva.

10. Cambiamenti di umore e di personalità.Gli esperti non sono certi perché, ma ci sono una serie di cambiamenti di personalità correlati con il Parkinson, come il manifestarsi dell’ansia nelle situazioni nuove, il ritiro sociale, e la depressione. Diversi studi dimostrano che la depressione, in chi non l’aveva precedentemente sperimentata, è stato il primo segnale che molti malati e le loro famiglie avevano notato, ma non erano stati in grado di attribuirla al Parkinson.
Alcune persone sperimentano anche dei mutamenti nelle loro abilità di pensiero, in particolare la concentrazione e le cosiddette “funzioni esecutive” che governano la progettazione e l’esecuzione di attività.
Il primo segno di declino è la perdita della capacità di multitasking. “Le persone che erano in grado di fare perfettamente tre o quattro attività nello stesso tempo, scoprono di dover fare una cosa alla volta o non riescono a fare tutto per bene”.
Alcuni esperti ritengono che i problemi di pensiero e le questioni d’umore vadano di pari passo perché il senso di difficoltà mentale porta con sé ansia, il sentirsi sopraffatti e la chiusura sociale.

Università di Milano-Bicocca: Alzheimer, il progetto NAD Bicocca vince il Best Project Award

I PARTNER DEL PROGETTO NAD

I partner del progetto NAD

Il progetto NAD (Nanoparticles for therapy and diagnosis of Alzheimer Disease) ha realizzato nanoparticelle che hanno dato eccellenti risultati su modelli animali della malattia di Alzheimer, e lasciano sperare un loro possibile effetto positivo anche sull’uomo.

La ricerca, svolta nell’ambito della nanomedicina, settore di ricerca innovativo che unisce competenze mediche e tecnologiche, ha portato a progettare e brevettare nanoparticelle lipidiche (nanoliposomi), di dimensioni dell’ordine di miliardesimi di metro, capaci di superare la barriera emato-encefalica e di rimuovere il peptide beta-amiloide, una molecola che si deposita in grandi quantità nei cervelli dei malati di Alzheimer.

Il trattamento con nanoparticelle, somministrate a modelli animali della malattia, riduce le placche di beta-amiloide accumulato nel cervello, e induce il recupero delle normali funzioni cognitive, misurate tramite test comportamentali. Questi risultati aprono la possibilità di usare nell’uomo queste nanoparticelle per la cura della malattia di Alzheimer.

II progetto NAD, concluso ufficialmente il 31 agosto 2013, è un progetto di ricerca multidisciplinare che aveva l’obiettivo di diagnosticare e curare la malattia di Alzheimer. La ricerca, finanziata dal 7° Programma Quadro dell’Unione Europea, ha avuto un costo totale di 14,6 milioni di euro. All’Università di Milano-Bicocca, capofila del progetto, è stata destinata una quota di 3,8 milioni di euro per le attività di organizzazione e coordinamento della ricerca.

LINK: https://www.researchitaly.it/conoscere/stampa-e-media/news/best-project-award-al-progetto-nad-sull-alzheimer/

Personaggio della settimana: Neil Harbisson. Nota la sua abilità estesa di ascoltare i colori e percepire i colori al di là delle possibilità della visione umana

Neil è un compositore, pittore e fotografo britannico con cittadinanza spagnola.Nato senza poter vedere i colori, ma oggi un apparecchio attaccato alla testa trasforma i colori in frequenze udibili. Invece di vedere un mondo in scala di grigi, Harbisson può sentire una sinfonia di colori — e sì, anche sentire visi e dipinti. Attraverso uno strumento messo a punto per superare un suo deficit visivo genetico, l’acromatopsia che gli consente una visione soltanto in toni di grigio.Nel 2004 è diventato la prima persona al mondo ad indossare un eyeborg. L’inserimento dell’Eyeborg nella foto del suo passaporto è stata interpretata da alcuni come il riconoscimento ufficiale di Harbisson come cybor.

Sonochromatic Cyborg Artist allows him to hear colors, even those beyond the range of sight.If you want to know its history, I invite you to listen what he says at an official TED conference

Nobel per la Medicina ai 3 psicologi scopritori della rete «Gps» del nostro cervello

Nobel per la Medicina a tre neuroscienziati: l’americano John O’Keefe e i coniugi norvegesi May-Britt ed Edvard Moser. Hanno scoperto le cellule nervose che costituiscono il sistema di posizionamento nel cervello: un sistema che ci permette di orientarci, come una sorta di “Gps biologico”, avendo costantemente le coordinate spaziali del luogo in cui ci troviamo.

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link: http://ovadia-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/10/06/un-nobel-al-gps-interiore/

Hogeway, villaggio ideato per pazienti Alzheimer

Miniappartamenti organizzati secondo diversi stili di vita per anziani dementi.

Costato 20 milioni di euro al governo di Amsterdam, prevede per ogni paziente una spesa di 10mila euro al mese, che però non sono interamente a carico degli ospiti. Quelli che pagano di più – i più “ricchi” – ne pagano 4.500, gli altri meno. Al resto provvede il sussidio governativo. L’idea bella è che i pazienti vivono in “famiglie” di sei o sette persone in ambienti arredati in modo da richiamare quelli da cui provengono. Poi ci sono gli ambienti comuni, per la socializzazione: cappella per pregare, studio di pittura e semplice bricolage, sala da musica e perfino un teatro. Infine i negozi, nei quali si può comperare quel che si desidera, ma senza uso dei soldi. Va tutto sul conto della stanza, come in albergo. Per il resto si sta fuori, nel parco. Il più possibile assieme ad altri, perché sembra che l’isolamento giochi un ruolo importante nel deterioramento delle cellule nervose. Ed è facile trovare da giocare o da conversare con qualcuno perché il personale è lì apposta per assumere la parte del vecchio amico o di chi il cittadino di Hogewey pensa che sia. I familiari? Hanno libero accesso: quando vogliono possono andare a trovare i loro cari.

Visto il successo dell’iniziativa (gli ospiti entrati all’apertura – lo si è detto – sono ancora tutti vivi e vegeti) in Inghilterra, vicino a Wakefield, è nato un centro simile (Abbey Place Care Home, Fartown) ma con una limitazione: tutto rimanda agli anni Cinquanta e solo a quegli anni. Che non sono, dunque, quelli del primo manifestarsi della patologia (come pensano a Hogewey) ma quelli delle giovinezza dei pazienti. Non la memoria a breve, dunque, ma quella a lungo termine.

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http://www.panorama.it/scienza/salute/alzheimer-viaggio-a-hogeway-la-citta-dei-senza-memoria/

ADHD: non riconoscere un’espressione arrabbiata. ADHD: Brains not recognizing an angry expression

adhdhttp://www.neuroscientistnews.com/research-news/adhd-brains-not-recognizing-angry-expression

Sintesi: un gruppo di ricerca ha identificato le caratteristiche di riconoscimento delle espressioni facciali dei bambini con ADHD misurando la risposta emodinamica nel cervello e ha mostrato la possibilità che la base neurale per il riconoscimento di espressione facciale è diversa da quella che viene sviluppata normalmente dai bambini.

Vi rimando all’articolo in inglese.